Servizio civile: alla scoperta dell’Italia in Australia

Melbourne 07/06/2016

Una visita al Consolato generale d’Italia a Melbourne diventa un “viaggio”, un percorso di apprendimento non solo nei confronti del lavoro che vi viene svolto, ma – a partire da quello – della comunità italiana e dei suoi bisogni e, di più ancora, del nostro Paese. Visto da lontano. Il racconto di Francesca Banda che svolge il servizio civile alle ACLI di Melbourne


Il nostro viaggio all’interno del Consolato Generale di Melbourne

Nella mattina del 26 maggio scorso noi ragazze in servizio civile a Melbourne e Sydney – Stefania, Rosaria, Giusi e Francesca – accompagnate da Gianfranco Rebeschini, operatore del Patronato ACLI di Melbourne che ha organizzato per noi l’incontro, abbiamo avuto il piacere di essere ricevute dal Console Generale di Melbourne, Marco Maria Cerbo. Durante la visita abbiamo avuto modo di fare una interessante discussione sulla storia della immigrazione italiana in Victoria, sulla imprenditorialità e il genio italiano e di visitare il Consolato alla scoperta dei tanti e diversi servizi che la nostra sede consolare offre alla comunità italiana in loco.


Il Servizio civile nazionale all’estero, di cui siamo parte attiva, è un programma annuale della Presidenza del Consiglio dei Ministri che permette a centinaia di giovani di partire e dedicare un anno della propria vita a progetti di utilità sociale, molte volte in Paesi in via sviluppo, al servizio della Patria e in nome della difesa non armata. Noi svolgiamo servizio civile per le ACLI e ci potete trovare all’interno dei Patronati dove lavoriamo per i nostri connazionali che ricevono pensioni dall’Italia, ma anche per i giovani di nuova immigrazione. Probabilmente quello che accomuna il nostro progetto e il lavoro che il Consolato svolge è proprio il fatto di essere al servizio della comunità italiana residente qui e di volerlo fare ispirandosi ai principi etici della cooperazione, della solidarietà tra gruppi appartenenti a nazioni e culture diverse e del pacifismo.

Abbiamo scoperto che il Consolato è una istituzione di riferimento per gli italiani non solo in Australia, ma in tutti i principali Paesi del mondo, perché, come ben sappiamo, apparteniamo a un popolo che ha emigrato massicciamente nel secondo dopoguerra e che ancora continua a farlo in primis per motivi lavorativi.
Il Consolato è un punto di riferimento perché opera come una organismo burocratico misto: in una stanza si stampano i passaporti, in un’altra si esaminano visti, in un’altra ancora vengono offerti servizi notarili e demografici; l’impressione è quella di essere dentro a un ufficio polifunzionale che cerca di smaltire velocemente le richieste più disparate e soddisfare quanto più possibile le esigenze e i bisogni della comunità italiana.
Camminando tra gli alti scaffali del grande archivio consolare e sfogliando le richieste di documenti e pratiche, si può giocare con l’immaginazione e fantasticare quali storie e quali vite si nascondono dietro a un certificato di nascita, dietro a una foto in bianco e nero.

Parlando con il Console, abbiamo avuto modo di capire anche l’altro grande compito del Consolato, ovvero la promozione economica e commerciale dell’Italia: quotidianamente si lavora per aumentare il volume di scambio di beni e investimenti tra i due Paesi.  Lo stereotipo che un po’ tutti abbiamo è quello che l’Italia esporti perlopiù beni alimentari, in realtà nello Stato del Victoria la voce di export più importante è quella dei macchinari utili alla grande industria e dei beni intermedi: per esempio, l’azienda lombarda AgustaWestland vende un notevole numero di elicotteri sul mercato australiano.
Di pari passo alla promozione economica vi è quella culturale: ci si adopera per far conoscere l’Italia, la sua storia e i suoi valori e affinché non venga persa l’identità italiana. Negli ultimi anni infatti il Consolato è riuscito ad incentivare l’apertura di una scuola bilingue in cui si insegna in italiano ed inglese.

Questo piccolo viaggio all’interno del Consolato Generale di Melbourne ci ha lasciato la convinzione che il popolo italiano si contraddistingue per una certa dose di creatività e genio che ci hanno resi famosi in giro per il mondo e la speranza che associazioni e istituzioni a Melbourne possano continuare a collaborare tra di loro per migliorare sempre di più la qualità dei servizi offerti alla comunità, cercando anche di sviluppare una rete tra di essi.