Femminicidio: nessuno può chiamarsi fuori

09/06/2016

9 giugno. ANSA. "E' un vero 'bollettino di guerra': dall'inizio dell'anno, almeno 58 donne sono state uccise in Italia dal partner o, più spesso, da un ex. Oltre 155 da gennaio 2015. Due solo nell'ultima settimana". Da nord a sud, giovani e meno giovani, di qualsiasi estrazione e ceto, la violenza contro le donne è trasversale. Nessuno può chiamarsi fuori. Ed è tempo di metterla a tema come una questione fondamentale di civiltà...

2 giugno 2016. Un messaggio su Whatsapp che sta girando nelle ultime ore chiama a raccolta le italiane. Dice che "con l'ennesimo delitto che si è consumato ai danni della 22enne Sara Di Pietrantonio abbiamo deciso di intraprendere una serie di azioni martellanti volte a estirpare la cultura del femminicidio diventato ennesimo motivo di imbarazzo nel nostro paese". La prima di queste iniziative, in occasione dei 70 anni della Repubblica e del voto delle italiane, invita le donne a esporre alle finestre "un abito, un lenzuolo, una bandiera, qualsiasi cosa di colore rosso". Su Twitter le prime foto sono state pubblicate con l'hashtag #saranonsarà.

Femminicidio e 2 giugno, il filo rosso delle donne: #saranonsarà
Settanta anni fa il voto. Oggi panni rossi appesi ovunque per ricordare Sara e le altre, uccise dentro le mura domestiche o all'interno di un rapporto. L'hastag #saranonsara diventa virale e si unisce a quello che ricorda la prima conquista civile con la Costituzione...

#saranonsara, la mobilitazione dei social contro i femminicidi: un drappo rosso su ogni balcone
Il bilancio dei primi cinque mesi del 2016 è drammatico: 55 donne uccise, vittime di femminicidio. Secondo l’istituto di ricerche economiche e sociali Eures, quarantatrè di questi omicidi sono avvenuti all’interno del nucleo familiare, e la metà (27) all’interno della coppia. L’ultimo orribile delitto è quello della 22enne Sara Di Pietrantonio, studentessa universitaria uccisa sabato notte a Roma dall’ex fidanzato. Non si rassegnava alla fine della loro storia d’amore così l’ha aggredita, tramortita e strangolata prima di darle fuoco...

Un drappo rosso per dire basta alla violenza sulle donne
L’ha voluto esporre la presidente della Camera Laura Boldrini per aderire all’appello lanciato da un gruppo di donne che su Facebook e Twitter hanno invitato tutti a mettere nei propri balconi un pezzo di stoffa rosso per simboleggiare il sangue versato dalle vittime di femminicidio.

9 giugno. E' un vero 'bollettino di guerra': dall'inizio dell'anno, almeno 58 donne sono state uccise in Italia dal partner o, più spesso, da un ex. Oltre 155 da gennaio 2015. Due solo nell'ultima settimana: una ragazza a Pordenone, ammazzata con quattro colpi di pistola dal suo ex fidanzato che poi si è tolto la vita con la stessa arma, e oggi la maestra di 46 anni uccisa anch'essa dal suo ex convivente. In entrambi i casi, a scatenare la furia omicida è la fine del rapporto, l'incapacità dell'uomo di accettare che la donna lo lasci e che l'amore finisca. Ma il caso che ha suscitato sicuramente più clamore è quello di Sara Di Pietrantonio, la studentessa universitaria romana di 22 anni strangolata e poi bruciata dal suo ex fidanzato, Vincenzo Paduano, che non accettava che la ragazza si fosse rifatta una vita con un altro e che per settimane, prima dell'incontro fatale per il destino di Sara, l'aveva minacciata e perseguitata. Domani, venerdì, si terranno nella capitale i funerali della giovane...
continua... (sito Ansa)

Michela Murgia, scrittrice (pagina facebook)
A Taranto Federica De Luca è morta perchè l'uomo da cui si stava separando non accettava la sua libertà: così ha ucciso lei, il loro figlio di 4 anni e poi si è suicidato.
A Spilimbergo Michela Baldo è morta perché l'uomo che aveva appena lasciato non accettava la sua libertà: le ha sparato e poi si è suicidato.
Molti continuano a dirmi: "a cosa serve chiamarlo femminicidio? La parola omicidio comprende già i morti di tutti i sessi!"
No.
La parola "femminicidio" non indica il sesso della morta.
Indica il motivo per cui è stata uccisa.

Una donna uccisa per caso durante una rapina non è un femminicidio.
Sono femminicidi le donne uccise perché si rifiutavano di comportarsi secondo le aspettative che gli uomini hanno delle donne.
Dire omicidio ci dice solo che qualcuno è morto.
Dire femminicidio ci dice anche il perché...


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