Centrafrica, il nuovo fronte dell'instabilità

Bangui 09/01/2013

A dicembre è scattata un’offensiva di un nuovo gruppo ribelle ostile al governo del presidente Bozizé. Solo l’intervento di una forza multinazionale africana ha permesso di rallentare l’avanzata. Ma chi sono i ribelli e che cosa rivendicano? Per capirlo, vi proponiamo lo stralcio di un’intervista a un missionario che da anni lavora nel Paese tratta da Popoli.info...

La Repubblica centrafricana (Rca) sta sprofondando nel caos politico-militare. Il 10 dicembre con attacco alla cittadina di Ndélé è scattata un’offensiva del movimento ribelle Séléka («alleanza» in lingua sango). Una rivolta in piena regola contro il presidente François Bozizé arrivato al potere nel 2003 con un colpo di Stato. «Bozizé - spiega un missionario che vive e lavora a Bangui, la capitale, e che chiede l’anonimato - ha reagito all’avanzata inviando reparti dell’esercito. Le forze armate centrafricane sono un’accozzaglia di uomini che hanno trovato nella divisa un’occupazione retribuita, ma non sono né addestrati né motivati. Quelle mandate al fronte erano poi reclute totalmente inesperte». Infatti l’offensiva nei giorni di fine dicembre e inizio gennaio è proseguita inarrestabile fino alle porte della capitale.

«L’avanzata dei ribelli - continua la nostra fonte - ha fortemente preoccupato i Paesi vicini che temono possa portare instabilità politica nella regione. Ed è per questo motivo che la Comunità economica dell’Africa centrale è intervenuta con un contingente di un migliaio di uomini. Solo grazie a questi reparti stranieri l’offensiva si è arrestata a Sibut a circa 200 km dalla capitale». Ad essi si sono aggiunti nei giorni scorsi 400 militari sudafricani che, nelle intenzioni del governo di Pretoria, dovrebbero garantire la sicurezza della capitale.

Deposte le armi (anche se qualche combattimento è ancora in corso nel Paese) lunedì 7 gennaio si sono aperti a Libreville (Gabon) i colloqui tra i rappresentanti del presidente e i ribelli. Da questi incontri dipenderà il futuro del Paese.
Ma chi sono questi ribelli? E che cosa vogliono? «Certamente - continua il missionario -. ci sono nelle loro fila centrafricani scontenti del presidente Bozizé e del suo modo di governare. Sono persone che vorrebbero maggiore giustizia sociale e politici meno corrotti. Ma, da quanto ho capito parlando con molti centrafricani, tra i ribelli ci sono anche molti stranieri: ciadiani, sudanesi, congolesi. Sono banditi che non hanno nulla a che vedere con la Rca. Si sono aggregati solo per approfittare del caos e racimolare un po’ di denaro. Le cittadine occupate sono state saccheggiate.

Per leggere l'articolo completo (sito Popoli.info)

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