IMU per gli italiani all’estero: Narducci e Micheloni impugnano la normativa

Roma 11/01/2013

La normativa relativa all'Imu, per quanto riguarda le disposizioni per gli italiani all'estero, "presenta profili di incostituzionalità e di violazione dei trattati europei", e dunque va cambiata. E' la convinzione che ha spinto Claudio Micheloni e Franco Narducci a ricorrere contro la normativa, con una serie di iniziative esposte nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta ieri 10 gennaio alla Camera dei Deputati…

Le aliquote applicate al pagamento dell’IMU sulle case degli italiani all’estero, iscritti nell’apposito registro AIRE, sono state oggetto di discussione sin dal primo momento. Infatti, nell’80% dei casi essi sono obbligati a pagare l’aliquota più alta sulla casa posseduta in Italia, considerata abitazione secondaria; casa non affittata, non data in comodato d’uso e sulla quale si pagano le utenze.

Sin dall’inizio, l’on. Narducci e il sen. Micheloni si sono opposti, a livello parlamentare, contro l’evidente discriminazione operata nei confronti dei connazionali all’estero e ora hanno raccolto le proteste degli italiani emigrati che “vogliono essere trattati costituzionalmente come quelli residenti in Italia” per quanto concerne il pagamento IMU”. Si tratta di una discriminazione chiara ed evidente in cui si ravvisano profili di incostituzionalità e di violazione dei Trattati UE.

Con queste argomentazioni, i due parlamentari eletti all’estero hanno inoltrato ricorso al TAR di Campobasso chiedendo la sospensiva del regolamento IMU emanato da un Comune del Molise, che tassa la casa posseduta dai suoi concittadini residenti all’estero come abitazione secondaria (seconda casa). I due Parlamentari si sono assunti anche l’onere finanziario di tale operazione.

In pari tempo, i due parlamentari hanno preparato un esposto alla Commissione UE che ogni cittadino italiano interessato potrà scaricare, a partire da martedì 15 gennaio, da un sito neutro (www.e-avvocato.com) e inviarlo al destinatario.

L'iniziativa dei due parlamentari viene presentata nello stesso giorno in cui tutta la stampa italiana riporta la notizia della bocciatura europea sulla nuova tassa: "modificare l’Imu in senso progressivo, per renderla più equa e per mettere in atto effetti redistributivi". E’ infatti quanto si legge nell’ultimo rapporto “Employment and Social Developments in Europe” della Commissione europea.
La vecchia Ici – sottolinea il rapporto – non incideva sulle disuguaglianze aumentando leggermente la povertà, mentre la nuova imposta sugli immobili, introdotta nel 2012, pur includendo “alcuni aspetti di equità” (come la deduzione di 200 euro per la prima casa, le deduzioni supplementari per i figli a carico, la differenziazione del tasso tra prima e seconda casa) ad avviso della Commissione potrebbe essere migliorata in altri aspetti “in modo da aumentarne la progressività”.
Nel rapporto si indica la necessità di aggiornare i valori catastali in modo progressivo legandoli al valore di mercato degli immobili e di migliorare la definizione di residenza principale e secondaria. Ovviamente, la parziale “bocciatura” dell’Imu da parte di Bruxelles non può che rinfocolare le polemiche sull’imposta, visto che è un tema “caldo” della campagna elettorale, con Pdl e Lega che fanno dell’abolizione dell’Imu sulla prima casa uno dei cavalli di battaglia. Nella conferenza stampa di fine anno, il premier dimissionario Mario Monti aveva detto che se accadesse questo “chi verrà al governo un anno dopo dovrà mettere l’Imu doppia”.

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